tibor szemenyey-nagy il tocco start

Tibor Szemenyey-Nagy

Il tocco
Mostra antologica dello scultore ungherese Tibor Szemenyey-Nagy


Dal 15 ottobre al 20 novembre 2016
Vernissage: sabato 15 ottobre 2016 alle ore 18

 

a cura di
Enrica Feltracco
Massimiliano Sabbion
Lorenzo Berto

 

PALAZZO FINCO
Via Zaccaria Bricito 32
Bassano del Grappa

 

Orari:
dal martedì a venerdì 17-20
sabato e domenica 9.30-13 e 16-20

 

Ingresso libero

 

szemenyey-nagy.hu

Il tocco è l’emozionante e a tratti “mistica” mostra antologica dello scultore ungherese Tibor Szemenyey-Nagy, sponsorizzata da Ca’Vè Caffè che si terrà a START – Spazio Culturale (Palazzo Finco) spazio che da febbraio 2016 ospita progetti culturali ed espositivi di rilievo nel contesto della città di Bassano del Grappa.

 

L’evento che inaugurerà sabato 15 ottobre a cura di Enrica Feltracco, Massimiliano Sabbion e Lorenzo Berto illustra la lunga carriera di Tibor Szemenyey-Nagy attraverso l’esposizione delle sue opere più significative.

 

Tibor Szemenyey-Nagy nasce nel 1953 nel piccolo comune di Pápateszre dove la sua vocazione artistica prende avvio fin da giovane nello studio pittorico del nonno. Una componente importante della sua formazione è la musica classica, negli anni ‘60 inizia a studiare pianoforte al conservatorio di Nagykanizsa.
Artista di fama internazionale ha viaggiato in tutta Europa e in Sud America per fare ritorno in Ungheria nel 1990, dove attualmente vive e lavora.
Vincitore del primo premio per la scultura alla Biennale della Slovenia (1993), Tibor Szemenyey-Nagy vede esposte le sue opere in istituzioni museali in tutto il mondo, da Amburgo a Budapest, da Rouen a Graz e presso la Fondation Jean Arp di Rolandseck, inoltre nel 2015 la sua opera Porta Celeste è stata esposta all’Expo di Milano 2015 – Aquae Venezia.

 

Ha partecipato alla grande rassegna “Immagini cosmiche nell’arte del XX secolo” (1983-1984) in molti musei del mondo, dal Musée National d’Art Modern di Parigi alla Galerie Paula Cooper di New York, dalla Tate Gallery di Londra al Tel Aviv Museum, accanto a Boccioni, Balla, Moholy-Nagy, Rothko, Mirò, Beuys, Calder, Max Ernst, Kandinsky, Paul Klee, Yves Klein e Rodtschenko, per citarne solo alcuni.

Alcune riflessioni dei curatori della mostra:

“A me pare che la parola chiave dell’opera di questo artista, che scelse l’esilio e la libertà – un’altra endiadi fondante? – sia equilibrio: non certo nel senso di raggiunta staticità, ma anzi di perenne tensione di una condizione sempre sul punto di rompersi e dissolversi: quel bilanciamento o quella compensazione tra forze contrarie e dirompenti che sceglie la forza e il silenzio.

Un equilibrio che si nutre di una scelta cromatica violentemente «arcaica»: le sue superfici non rivelano la scelta di un «non-colore» primigenio e «in attesa di», ma sembrano portare su di loro la memoria di tutti i colori che il tempo ha trascinato via con sé.”

Enrica Feltracco

 

“L’arte di Tibor è votata alla ricerca della verità più autentica, utilizzando materiali naturali come fiori e ferro senza alcun trattamento né intenti simbolici, o all’indagine “scientifica e spirituale” dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo nelle sue sculture e installazioni più famose. Pilastri della poetica di Tibor sono Dionigi l’Areopagita e Bernardo di Chiaravalle. Il primo poiché punto di giunzione tra la cultura filosofica greca con i suoi affascinanti miti (si pensi a re Mida) e il cristianesimo, il secondo per aver portato avanti con profondità l’eredità di san Dionigi. Entrambi, infine, per la forza morale e spirituale che ancora oggi emanano, la medesima che possiamo scorgere nelle sculture di Tibor, le cui vicende familiari (il regime comunista esiliò lui e i suoi cari per le origini nobiliari della madre) non ne hanno scalfita la tempra.”

Lorenzo Berto

 

“L’atto fisico dell’artista nel creare l’opera assume un’importanza corporea unica dove il materiale si proietta nella conformazione e nella trasformazione, un cibo per l’anima stessa.

L’importanza che la corporeità del materiale assume nella creazione di un atto così fisico, è data dal contatto che l’artista proietta nel plasmare, scolpire e trasformare l’elemento primordiale per cui la materia con la quale lavora si tramutata in una vera voce che aspetta solo di uscire ed essere ascoltata. È un muto dialogo di percezione quello che accade poi, tra mondo onirico e sacrale che si trasportano verso un infinito dialogo tra autore, opera e lo spettatore, testimone attivo dell’atto accaduto.”

Massimiliano Sabbion

Porta Celeste - Expo Milano 2015 - Aquae Venezia

TIBOR SZEMENYEY-NAGY


Biografia

Illustrare il percorso di un artista sessantatreenne non è semplice e non può essere completo. Le storie segrete, lunghe, sono tante e sono profondamente personali.
Nella sua formazione morale furono dominanti la figura materna ed il nonno materno mentre il suo principio di spiritualità è influenzato da Dionigi l’Aeropagita e da San Bernardo di Chiaravalle.

 

Nacque nel piccolo comune di Pápateszre, nel 1953.
Figlio di Lujsa Szemenyey, nobildonna dell’antica famiglia Osl, insegnante di lettere, poetessa, traduttrice letteraria e di un padre veterinario, Tibor Nagy.

 

Durante la dittatura comunista la famiglia viene accusata per le sue origini di essere “nemica del regime” e viene esiliata. I loro beni vengono confiscati ed espropriati. La famiglia si disgrega, i genitori divorziano e la madre con la sorella più grande si trasferisce dai nonni.

 

La vocazione artistica del giovane prende avvio nello studio pittorico del nonno Ferenc Szemenyei, nel 1959. Per due anni frequenta il liceo artistico di Pécs, ma i suoi studi si concludono a Nagykanizsa.

 

Dopo il servizio militare durato un anno, per due anni frequenta il Magistrale di Pécs.

 

Nel 1960 intraprende lo studio della musica classica (il pianoforte) nel Conservatorio di Nagykanizsa, studio che continua fino agli anni 70 come allievo privato presso la pianista Ilona Bajá. La musica classica è stata una componente importante nella sua formazione.

 

Nel 1974 emigra in Lussemburgo, poi in Germania dell’Ovest dove, nel 1975, riceve l’asilo politico. Fino al 1990 tiene uno studio ad Amburgo ed un altro a Parigi.

 

Nell’autunno del 1975 assieme ai suoi amici Lion Combecau e Axel Welsch intraprendono un viaggio in America del Sud, ma vengono espulsi dal Venezuela e mandati sull’isola di Martinique.

 

Nel 1976 diventa membro del Professional Union of Artist di Amburgo. Dal 1975 al 1979 e poi nel 1984 fu fra i fondatori dell’Istituto Sperimentale non profit di Galerie von Ort. Nello stesso anno ritorna in America del Sud e sul finire dello stesso si trasferisce a Parigi con Anja Scultz e Charlotte Johannsen.
Gli anni successivi, dal 1980 al 1990 li trascorre tra Parigi, Martinique e le isole Barbados.

 

Durante gli anni francesi si dedica allo studio dell’architettura cistercense.

 

Ben due volte si ritira nella foresta pluviale tra il confine della Colombia, Venezuela e Brasile.

 

Sia in Europa che in America partecipa spesso alle grandi mostre.

 

Negli anni Ottanta gli viene offerto lo studio di Hans Arp e una delle sue case in Meudon-Clamart.

 

Il critico letterario Michel Seuphor definisce il giovane scultore Szemenyey-Nagy come uno dei più importanti scultori dell’epoca.

 

Trascorre un periodo (assieme a Stiftung Hans Arp e Sophie Taeuber- Arp) vicino Bonn a Bahnhhof Rolandseck, invitato da Johannes Wasmuth.

 

In patria ritorna per la prima volta nel 1990, dopo la caduta dell’Unione Sovietica.

 

Dal 1992 vive in Ungheria, a Nagykanizsa con sua moglie dalla quale ha avuto tre figli: Zsofi, Lujza e Marcell.

 

Nonostante una vita svolta nella provincia non mancano i continui inviti, proposte di pubblicazioni e di esposizioni.



Modigliani live START

Modigliani live / Aperitivo musicale per la finale del Festival Show

Concerto dei MODIGLIANI e aperitivo nella Piazzetta di fronte a START.
Il ricavato dell’aperitivo musicale sarà convertito in SMS per spingere la band alla finale del Festival Show all’ARENA DI VERONA, il 13 settembre.

sms al 4787878 messaggio—> voto 06

fb.com/modiglianimusic
www.festivalshow.it

Band nata nel 2013 e composta da cinque musicisti veneti. Nelle loro canzoni danno il massimo dell’importanza alla melodia. Si chiamano Modigliani, in onore del noto pittore. Le loro più belle esperienze sono state un tour in Inghilterra ed un concerto per l’ambasciata italiana in Arabia Saudita. Presentano al Festival Show “Kiss in the Rain”, brano che evoca, con parole e armonie, quanto sia romantico baciarsi sotto la pioggia.

soundcloud.com/modiglianimusic
modiglianimusic@gmail.com
facebook.com/modiglianimusic
instagram: modiglianimusic

25/08/2016

START E MODIGLIANI PER IL CENTRO ITALIA COLPITO DAL TERREMOTO

La notte del 24 agosto un tremendo terremoto ha colpito una vasta zona tra Lazio, Umbria e Marche. Il numero delle vittime e la gravità della situazione, dovuta alle molte persone ancora disperse e bisognose di aiuto, porta tutti noi a interrogarci su cosa possiamo fare concretamente.

Abbiamo ritenuto opportuno destinare tutto il ricavato del concerto di domani sera non più agli sms per accedere alla finale del Festival Show ma alle persone colpite dal sisma. Un gesto semplice, un piccolo aiuto ma un grande valore di solidarietà.

Vi aspettiamo domani alle 19.00 in via Zaccaria Bricito e ringraziamo tutti coloro che vorranno aderire e sostenere l’iniziativa.

Che la musica possa arrivare fino al cielo.

START – Spazio culturale e Modigliani


Saul Costa

SAUL COSTA- TRA LE PIETRE DELL'ANIMA

Mostra personale di SAUL COSTA

“TRA LE PIETRE DELL’ANIMA”

START – Via Zaccaria Bricito 32 – 36061 Bassano Del Grappa (VI)

Dal 3 Settembre al 25 Settembre 2016

Inaugurazione – Sabato 3 Settembre 2016 – alle ore 18.00

Tra le pietre dell’anima – SAUL COSTA è il titolo della mostra personale che si terrà a Bassano del Grappa dal 3 settembre (vernissage alle ore 18 con presentazione di Mara Seveglievich) al 25 settembre a Palazzo Finco in Via Zaccaria Bricito 32, per la cura e l’ospitalità dell’Associazione culturale Start.

L’artista vicentino, di formazione accademica, a suo modo sempre classicamente rivolto alla lezione della pittura veneta del medioevo e del rinascimento, e già ricco di un curriculum espositivo di tutto rispetto, si dedica da anni a tematiche di confronto tra Oriente e Occidente, che affondano le loro radici in una civiltà mediterranea archetipica e fondante della nostra modernità. Stavolta il tema si focalizza sulla basilica di San Marco, capolavoro del romanico italiano tutto intriso di influenze bizantine, reinterpretato in chiave contemporanea nelle sue immagini fondative (i cavalli, l’oro della Pala e dei mosaici) con una tecnica, l’olio su tela o su compensato, interpretata da Costa in modi originali e allusivi alle atmosfere dorate e pulviscolari dell’Oriente, ai neri fondi e scuri da cui emergono forme dal pregnante significato simbolico (i cavalli), ai trafori dell’architettura veneziana di luce e superficie, a un cromatismo ora cupo di colori barbarici e primari, ora acceso di baluginii luminosi.

Giovedì 22 settembre alle 21 Paolo Malaguti presenterà il romanzo La reliquia di Costantinopoli presso la sede della mostra.

TRA LE PIETRE DELL’ANIMA”, Mostra Personale di Saul Costa

START – Via Zaccaria Bricito 32 – 36061 Bassano Del Grappa (VI)

Dal 3 Settembre al 25 Settembre 2016

Inaugurazione – Sabato 3 Settembre 2016 – alle ore 18.00

Orari della Mostra:

dal martedì al venerdì 17-20; sabato e domenica 9.30-13 e 16-20.

Per visite su appuntamento: tel . 349 46 48 041

Per maggiori informazioni

start@startbassano.it

SAUL COSTA

Nasce a Vicenza nel 1974. Frequenta l’indirizzo di Grafica Pubblicitaria e Fotografia presso l’Istituto Statale d’Arte “Michele Fanoli” di Cittadella. Amplia e completa la sua formazione artistica frequentando la sezione di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e nel 1998 discute la tesi su Tono Zancanaro.
L’interesse e l’attento studio delle opere di Zancanaro permettono a Saul Costa di elaborare fin dagli esordi un intenso segno grafico, linea pura di contorno che definisce l’immagine, cifra stilistica dei suoi lavori, che spaziano dalla grafica alla pittura, alla decorazione di ceramiche.
Durante gli anni dell’Accademia, Saul si affaccia a svariate esperienze artistiche, che toccano anche la video arte, ottenendo riconoscimenti a livello nazionale come artista emergente (concorso nazionale RAI “Supergiovani Arte” 1997).
La passione per la storia dell’arte, soprattutto per la grande tradizione veneta, i numerosi viaggi nel Mediterraneo e la maturità intellettuale lo portano però a prediligere i temi della classicità e del primitivismo, legati sia alle tematiche sviluppate sia alle tecniche adottate.

Vive e lavora a Lisiera (Vicenza).

PRINCIPALI ESPOSIZIONI

2016
Mirano, PaRDes, “Squarci nelle tenebre”.
Vicenza, Incipit, “Da-A una Collezione effimera”.

2015
Breganze, Antico Maglio Tamiello, “Arti al Maglio nel Centenario della Grande Guerra”.
Vicenza, Galla Caffè, “Auree Luminescenze”. Personale.
Milano, Fiera Host 2015, presso Yesovens.
Marostica, Castello Inferiore, “POPvision”.

2014
Quinto Vicentino, Soffitte di Villa Thiene,”Ororiente-Bluoccidente”. Personale.
Milano, Salone del Mobile 2014, Eurocucina 2014 presso Antonio Baston.
Mirano, PaRDes, “Enèrgheia” cariche e flussi artistici di energie alternative.
Venezia, Art Factory Tobia Ravà, “Enèrgheia” cariche e flussi artistici di energie alternative.
Vicenza, Complesso Monumentale di San Silvestro, “Introibo”. Personale.

2013
Bassano del Grappa, Ridotto Remondini, “Pagina Piegata Intrecci d’Arte”.
Barbarano Vicentino, Palazzo dei Canonici, “Architetture di Luce”. Personale.
Nove, XVI Festa della ceramica, “1×300 Piatti Popolari”.
Padova, 24ª Ed. Arte Padova, mostra mercato d’arte moderna contemporanea.

2012
Venezia, Scoletta di San Giovanni Battista, “Affinità e Contrasti”.
Bassano del Grappa, Chiesetta dell’Angelo, “Materiaoroluce”. Personale.
Calascio, Verna Maitres d’Or, “Gioiello d’Artista” .
Marostica, Caffè Centrale, “Soffuse atmosfere del reale”. Personale.

2011
Este, Pescheria Vecchia, “Tra cielo e terra”. Personale.
Spoleto, Galleria Polid’Arte, “SpoletoFestivalArt 2011”.
Marina di Ravenna, “55ª Edizione Premio Marina di Ravenna”.
Vicenza, VIART, “Premio Scamozzi 2011”.

2010
Marostica, Castello Inferiore, “Mitotaurus l’anima arcaica”. Personale.
Mantova, Galleria Arianna Sartori, “Mito Ritrovato”. Personale.

2007
Venezia, Ottica Urbani, “Carte Oliate”. Personale.

2006
Noventa Vicentina, Villa Barbarigo, “Lisca in faccia”. Personale.
Vicenza, Galleria Primo Piano, “Corpoanimale”. Personale.

2005
Arcugnano, Laboratorio di scultura Marco Fin, “Open One”

2003
Bassano del Grappa, Uffici Agenzia Assicurativa UNIPOL, “Arte e Lavoro”.

2000
Mirano, Barchessa di Villa XXV Aprile, “Enigmi della Matrice”.

1999
Latisana, Centro Polifunzionale, 5ª Edizione “Arte in Contemporanea”.

1998
Venezia, “861998”.
Mirano, Barchessa di Villa XXV aprile, “Enigmi della Matrice”.
Padova, “2° Festival Nazionale del video Toni Corti”.
Vicenza, Società Generale di Mutuo Soccorso, “StArt”.
Vicenza, Ex Borsa Merci Basilica Palladiana, “PreGnant l’arte in attesa”.
Vicenza, Centro Commerciale Palladio, “Fermenti”.

1997
Mirano, Barchessa di Villa XXV Aprile, “Enigmi della Matrice”.
Venezia, “Studenti dell’Accademia di Venezia – 47ª Biennale di Arti Visive”.
Milano, Galleria del Milione, “Supergiovani. Selezione dal programma di RAI DUE”.
Padova, “1° Festival Nazionale del video Toni Corti”.
Torino, Lingotto Fiere, Spazio RAI salone Beni Culturali, “Supergiovani Arte”.
Latisana, Centro Polifunzionale, 3ª Edizione “Arte in Contemporanea”.
Milano, Galleria del Milione, “Opera Aperta”.


T-shirt START

T-SHIRT START "BASSANESI NEL CUORE"

Qualche settimana fa si è concluso il contest grafico di ZOOPPA, “Bassano nel cuore”, nato per individuare un simbolo che riuscisse a rappresentare la Città di Bassano del Grappa in tutti i suoi aspetti.

Tra i 175 partecipanti anche la bassanese Barbara Maria Chiminello Saler.

Abbiamo deciso di sostenere la sua creatività, l’impegno e la sua grande energia e passione; con lei e la preziosa collaborazione di Technè Shirts Bassano, abbiamo realizzato una tiratura limitata di t-shirts con la stampa del logo disegnato da Barbara.

In 3 versioni sia da donna che da uomo, disponibile dal 6 agosto a START, in occasione del Bricito Sunset Summer Edition.

E’ possibile prenotarla scrivendo a start@startbassano.it.

http://blog.zooppa.it/2016/05/vincitori-contest-bassano/

 

T-shirt START


Mocellin Brunello Anni 60 70

Conversazione a due sugli anni 60 e 70, tra storia dell'arte, musica e vita

Venerdì 8 luglio alle ore 21

Conversazione sulla storia dell’arte degli anni 60 e 70, con agganci tra gli oggetti esposti e l’arte contemporanea del periodo (Pop Art), musica e performances.

Una chiacchierata a due tra la dott.ssa RAFFAELLA MOCELLIN, bassanese, storica dell’arte e l’artista CLAUDIO BRUNELLO, che dal 1974 al 1982 ha curato la programmazione musicale della discoteca SHINDY, con lo pseudonimo di dj Dollaro.


Gli anni POP

Gli anni Pop

Colori, fantasia, creatività, hanno contraddistinto questi anni difficilmente ripetibili. Forse.

Una preziosa collezione di oggetti anni 60 e 70: dischi, poster, insegne, tv, radio, mangiadischi, abbigliamento, tappeti, arredamenti, sci, ecc. ecc.

Fino al 10 luglio 2016
INGRESSO LIBERO

 

Scheda evento: https://www.facebook.com/events/152172385195288/


Manuel Pablo Pace

STORIE DI ORDINARIA SINCRONICITA'

El Sendero – Nature Tours & Outdoor Events in collaborazione con l’artista Manuel Pablo Pace è lieto di invitarVi alla serata di presentazione di:

STORIE DI ORDINARIA SINCRONICITA’

Un’amicizia di lunga data, due diversi percorsi di vita che si sono ritrovati per scoprire una nuova e profonda condivisione di idee con il desiderio di esplorare assieme la realtà che ci circonda in modo sinergico, olistico.
Il profondo legame tra Arte e Natura che si rinnova in questo ciclo di incontri: Suoni, luci, colori, profumi e gusti…camminare, osservare, dipingere dentro la natura, verso noi stessi.

El Sendero:
Un progetto che nasce nel 2014 ad opera di Alex Mazzetto, guida naturalistica e permacultore, con l’intento di promuovere il rispetto per l’ambiente e la vita all’aria aperta come momento di crescita personale e conoscenza e come momento di valorizzazione e riscoperta del territorio.
Propone escursioni guidate, a piedi ed in bici, percorsi di conoscenza dei prodotti tipici, esperienze nel verde con artisti ed artigiani locali e molto altro.
Per questo progetto collabora e mette in comunicazione tutte quelle realtà che si muovono con sensibilità e rispetto nei confronti del territorio stesso.
Esplorare, conoscere ma soprattutto godersi una giornata diversa all’aria aperta.

 

Scheda evento: https://www.facebook.com/events/1003431756438846/

www.elsendero.it
www.manuelpablopace.com

Info : info@elsendero.it
Tel . 3495005783

 

Manuel Pablo Pace


Start the floating piers

Viaggio START al lago d'Iseo - The Floating Piers

INFO E COSTI DEL VIAGGIO START AL LAGO D’ISEO

Viaggio andata e ritorno con pullman VIP Gran Turismo da Bassano al lago d’Iseo, trasferimento con bus navetta a Sulzano, di fronte al punto di accesso al “The Floating Piers“.

ANDATA: partenza sabato 2 luglio alle ore 6.30 dal parcheggio del Mercato Ortofrutticolo (dove si potrà lasciare comodamente la propria auto senza pagamento ticket).
RITORNO: in giornata, partenza dal punto di ritrovo alle 16.30 con arrivo previsto a Bassano alle ore 19 circa.

Giornata e pranzo liberi (si consiglia il pranzo al sacco).

Il prezzo complessivo a persona è di Euro 27 (comprensivo del costo del bus navetta).

COME PRENOTARE
Prenotazioni con versamento dell’intero importo:

1) Presso START:
Recandosi di persona in Via Zaccaria Bricito 32, Bassano del Grappa (centro storico, a fianco del Forno Beltrame):
da mercoledì 22 a giovedì 30 giugno, tutti i giorni dalle 18 alle 19.30.

2) Con bonifico bancario:
intestato a ASSOCIAZIONE CULTURALE START
IBAN: IT52M0880760160016008052026
Causale: Gita lago d’Iseo.
In caso di pagamento con bonifico è necessario inviare all’indirizzo start@startbassano.it, un’email contenente:
– copia del bonifico effettuato;
– nome, cognome, indirizzo e numero di cellulare dei partecipanti.

I posti sono limitati a 59. Termine ultimo per prenotare GIOVEDI’ 30 GIUGNO.

 

Scheda evento: https://www.facebook.com/events/966800993437906/


LA VITA DEI BICCHIERI E DELLE STELLE

LA VITA DEI BICCHIERI E DELLE STELLE
Annamaria Ghirardello e Antonella Lotto

Straordinario spettacolo con la poetessa Anna Ghirardello e la musicista Antonella Lotto.

la-vita-dei-bicchieri-e-delle-stelle

Giovedì 9 giugno alle 20.45, a START.

 

Annamaria Ghirardello e Antonella Lotto

ANNAMARIA GHIRARDELLO


IL MIO BLUISMO - Beàta Kozàk

Potrete entrare e uscire liberamente dai miei sogni blu.
Beàta Kozàk

Beata Kozak

Beàta Kozàk all’inaugurazione della mostra ”Il mio bluismo’

 

Beàta Kozàk a Start-Bassano

La prima mostra personale (anzi personalissima) di Beàta Kozàk a Start-Bassano (fino a domenica 19 giugno 2016), dal significativo titolo: “Il mio Bluismo”. Nelle quattro sale di Palazzo Finco in cui si snoda, possiamo entrare nel mondo fatto di blu e poesia della pittrice di origini ungheresi ma bassanese d’azione. Beàta sa coniugare l’arte pittorica (in bilico tra astrattismo e figurativo) a quella poetica, in un viaggio suggestivo che ha il sapore del “ritorno nel liquido amniotico”, come acutamente colto da Claudio Brunello nella serata di inaugurazione lo scorso 4 giugno. L’acqua nelle sue opere non è mai abitata, non vi troveremo, infatti, né pesci né crostacei né altri abitanti di oceani, fiumi o laghi. Questo elemento fondamentale per la vita è rappresentato in tutta la sua purezza e nelle sue mille sfaccettature. Dal dolce sciabordare si finisce nel frastuono di una cascata, dentro all’impeto inarrestabile di un’onda, negli abissi più profondi, dove l’oscurità è a malapena illuminata da qualche raggio di luce, dove non sembra esserci spazio se non per l’anima dell’artista e di chi, con lei, vuole intraprendere questo viaggio che in realtà è tutto interiore. In alcune opere di piccolo formato, poi, l’acqua diventa superficie riflettente, increspata e quasi “solida”, rivelando un bisogno tattile da parte della pittrice, che si è potuto apprezzare anche il 20 febbraio scorso, durante la sua performance dal vivo. Beàta mostra in tutte le sue opere, il desiderio di un rapporto diretto con questo elemento, che è anche base per l’arte stessa, senza il quale i pigmenti restano sterili, arida polvere.

L’acqua per Beàta Kozàk è dunque assoluta fonte d’ispirazione creativa, anche per le poesie. Come nel moto ondoso, che trae energia dal vento, Beàta prende l’energia dall’osservazione dell’acqua (per esempio del nostro fiume Brenta), così che ogni opera che finisce deve essere seguita da un’altra, senza soluzione di continuità. Essa sembra punto di partenza per una catarsi, una purificazione (pensiamo soltanto al battesimo) cui anela l’anima, mostrando ancora una volta il valore terapeutico dell’arte, a volte “medicina cattiva” (Claudio Brunello) ma più spesso buona e curativa. Alla fine del percorso espositivo, curato con l’aiuto di Mauro ed Eleonora, ci si renderà allora conto di una piacevole sensazione di benessere, di una serenità improvvisa e inaspettata, in contrapposizione con la vivacità delle piazze bassanesi, con il correre frenetico e talvolta asfissiante della vita quotidiana. L’arte come l’utero, può essere “luogo” maternamente sicuro dove rifugiarsi.

Infine vorremmo ricordare la prima sala, dove si trovano le tele più grandi e probabilmente quelle più belle per potenza e colore. La mente va subito ai blu dell’artista romantico Caspar David Friedrich. Similmente a quanto avviene in alcune marine del maestro tedesco, si ha l’impressione di essere domati dalla forza dell’acqua, dall’immensità della natura nel suo stadio più primordiale, laddove non è ancora giunta la mano dell’uomo. Si scoprirà così la bellezza di lasciarsi liberamente trasportare, senza dighe o argini a fermarci, dentro l’immensità del blu, colore del cielo, del mare e dello spirito.

da “Il caffè artistico di Lo”: http://www.ilcaffeartisticodilo.it/nel-blu-dipinto-di-blu/

 

Scheda evento: https://www.facebook.com/events/601637093345434/

il-mio-bluismo-beata-kozak-start

Beàta Kozàk: fb.com/beatakozak1971


LIVE STREET - TONY GALLO

LIVE STREET DI TONY GALLO

Sabato 28 Maggio 2016, dalle ore 18.00

In occasione dell’ultimo week end della mostra di Tony Gallo “L’Amour Terrible” a Bassano del Grappa, lo street artist padovano eseguirà un live street sul muro accanto a Palazzo Finco, sede della mostra.

L’Amour Terrible la mostra di Tony Gallo, street artist padovano, si concluderà domenica 29 Maggio 2016 a Palazzo Finco a Bassano del Grappa e per l’occasione Start – Spazio Culturale, promotore dell’esposizione, ha organizzato l’esecuzione dal vivo di un’opera dell’artista, che si cimenterà nei suoi famosi live street.

Tony Gallo nasce a Padova nel 1975 e dopo un passato come musicista, decide nel 2008 di intraprendere la strada della pittura. Autodidatta per scelta, decide di non seguire nessun insegnamento e nessuno schema compositivo. Le sue emozioni e i suoi stati d’animo vengono trasferiti nella sua pittura, trasformando la sua arte, in autentica arte emozionale.

Le sue figure umane, stilizzate e sentimentali, sono dipinte con un tratto minimale e rappresentano la sua personalità poliedrica e emozionale ed il suo alter ego sensibile e determinato.

La prima mostra personale dell’artista “Magical Disguises” è stata inaugurata l’anno scorso al Palazzo della Gran Guardia di Padova, a cura di Enrica Feltracco e Giulia Granzotto e la mostra “Welcome to my Forest” si è da poco conclusa presso lo Spazio Tindaci di Padova.

Tony Gallo espone le sue opere presso la Galleria Vecchiato Arte di Padova.

L’8 Ottobre 2016 Tony Gallo esporrà una sua opera a Londra, all’interno della rassegna “Residenze d’artista” e anche nella capitale inglese lascerà una sua opera di street art, come i più grandi street artist internazionali.

“L’Amour Terrible”

START – Palazzo Finco via Zaccaria Bricito 32, Bassano del Grappa.

14 Maggio – 29 Maggio 2016

ORARI:
Venerdì: 16.00 / 20.00
Sabato e domenica: 10.00 / 12.30 e 16.00 / 20.00

 

Scheda evento: https://www.facebook.com/events/1094197687319685/

LIVE-STREET-TONY-GALLO-web


Street Art e i nuovi linguaggi

"Street Art e i Nuovi Linguaggi" - Massimiliano Sabbion - Conferenza

All’interno della mostra l’Amour Terrible di TONY GALLO parleremo di STREET ART e NUOVI LINGUAGGI con lo storico e critico d’arte Massimiliano Sabbion.

Chi sono gli street artists?
Cosa si intende quando si parla di “nuovi linguaggi artistici urbani”?
Quali sono i fenomeni artistici contemporanei?
La discussione sull’arte affrontata dallo storico e critico d’arte Massimiliano Sabbion, “Street Art e i Nuovi Linguaggi”, sabato 21 maggio alle ore 18.00 presso START – Palazzo Finco, via Zaccaria Bricito, 32 – Bassano del Grappa, sarà di approccio per una manifestazione d’arte contemporanea sempre più presente negli spazi cittadini invasi di colore e di nuove espressioni.
La città e i muri si ricoprono di segni, quasi come una pelle che si adorna di tatuaggi e simboli, le metropoli vivono attraverso nuovi artisti, figli della contemporaneità, tramite una nuova forza e una costante ricerca di identità.
Gli street artists vivono attraverso un sistema fatto di tag, crew, forme e colori che si perdono in mondi onirici e fatati.
“L’arte al muro” nasce come voglia di “segnare” ed esprimere concetti e simbologie sociali fin dalla preistoria, si sviluppa poi nel corso dei secoli con tecniche e strutture diversificate: affresco, muralismo, graffitismo, street art.
Non manca mai la voglia di emozionarsi e di dare un contributo al mondo e alla contemporaneità, oggi più che mai dove sogno e poesia sono richiesti e presenti l’arte arriva a colmare un mondo che si nutre sempre più di immagini e linguaggi visivi.
Lo street artist non deturpa mai la città, non la violenta ma la vive nonostante le accuse rivolte ad una generazione sotto costante giudizio e pressione, accusata di mancanza di valori e di rispetto, di voglia di fare e di combattere, in realtà ciò che viene a mancare è un futuro e un’individualità poco espressa.
Quando si tenta di cancellare un pezzo di storia contemporanea dai muri si finisce per pulire un pezzo di vita, nonostante libri al bando perché “diversi” o coperture di colore piatto ci sarà sempre chi leggerà e chi “pitturerà” le pareti.
Dai segni preistorici, agli affreschi di Giotto, Mantegna, ai murales di Diego Rivera, Orozco ai graffiti degli anni Ottanta del Novecento con artisti storicizzati come Keith Haring, Toxic, Jean-Michel Basquiat, fino agli street artist Banksy, Blu, Os Gemeos fino ad arrivare a realtà localizzate ma in forte espansione di cui Tony Gallo presente in mostra con le sue opere ne è testimonianza.
Il percorso della storia dell’arte attraverso i nuovi linguaggi si evolve giorno per giorno fino ad amplificare il valore della città.
Sui muri della città, sulle metro e sui treni appaiono “opere d’arte” con una interpretazione e velocità di pensiero, tipica di questi anni, in cui la connessione con il mondo esterno avviene con sempre più rapidità e dinamismo attraverso internet e i social network.
Gli spazi non sono più del singolo ma del collettivo che ha la capacità di indignarsi o di apprezzare quello che vede: tutto fatto con l’idea di lasciare un’impronta e regalare al pubblico un’arte contemporaneamente vera, senza dogmi e senza costrizioni.
Gli artisti di oggi si armano di bombolette spray, stencil, vernici e idee a volte ancora con la paura di essere scoperti e osteggiati ma con la consapevolezza di essere individuati “artisti della città, per la città”.
Nascono capolavori voluti e riconosciuti dagli stessi cittadini, segni di deturpazione e linguaggi che nascondo rabbia e protesta, a volte ottime esecuzioni, a volte solo scarabocchi.


Tony Gallo

L'AMOUR TERRIBLE - TONY GALLO

 

L’ AMOUR TERRIBLE

Un titolo che potrebbe sembrare provocatorio, quasi spiazzante.

Cosa vi è di terrible in queste figure trasognate e forse “sognate” da Tony Gallo? Cosa vi è di terribile in questi colori pieni, ma dolci, campature delicatamente spruzzate, segni e contorni decisi quanto esili?

E’ forse la loro fissità che è al tempo fissità di sguardo e di posa. I soggetti di Tony Gallo sono icone, cariche di stati d’animo, placide e inquietanti, ma anche tenere e rassicuranti. Sembrano i fotogrammi di un film, destinati ad un montaggio che solo l’artista conosce e che, quasi a liberarsene, condivide con noi: tessere di un mosaico da comporre. Si scopre, quindi, in queste silhouettes pudiche una grande ossessione che tormenta l’artista e interroga lo spettatore.

Tony Gallo, come in tutte le ossessioni, è schiavo e padrone di questo piccolo popolo che dai suoi quadri sembra spiarci.

La sua arte viene dalla Street Art e ad essa ritorna, citandone i gesti e le tecniche e invitandoci in un mondo che è solo suo: amoroso e terrible.

LOCANDINA-TONY-GALLO-START

 

Tony Gallo, street artist padovano, dopo diverse mostre personali nella sua città natale, espone “L’Amour Terrible” allo Spazio Culturale START, Palazzo Finco a Bassano del Grappa, sede dell’Associazione culturale Start.

L’Associazione culturale Start – Spazio Culturale insieme alla curatrice Enrica Feltracco presentano la mostra di Tony Gallo “L’Amour Terrible”, espressione di un mondo fantastico in cui l’artista cerca di coinvolgere i suoi spettatori.

Tony Gallo intraprende la strada della pittura nel 2008 quando, dopo un passato come musicista, si afferma come street artist originale e autodidatta.

Sin da subito le sue emozioni e i suoi stati d’animo vengono trasferiti senza filtri nella pittura, trasformando i suoi lavori in autentica arte emozionale.

Nelle sue opere le figure, stilizzate e sentimentali, sono dipinte con un tratto veloce, gestuale e rappresentano una personalità poliedrica, sono il suo alter ego sensibile e determinato.

Anche nella mostra “L’Amour Terrible” esse trasmettono il medesimo stato d’animo, che più si avvicina al sogno, traslandole in figure “sognate, placide e inquietanti ma anche tenere e rassicuranti – come le descrive Enrica Feltracco – caratterizzate da una fissità che è al tempo fissità di sguardo e di posa, lasciando scoprire allo spettatore una grande ossessione che tormenta l’artista e interroga lo spettatore”. Da qui la scelta di un titolo, che potrebbe sembrare provocatorio e spiazzante.

La prima mostra personale dell’artista “Magical Disguises” è stata inaugurata l’anno scorso al Palazzo della Gran Guardia di Padova, a cura di Enrica Feltracco e Giulia Granzotto e la mostra “Welcome to my Forest” è attualmente esposta presso lo Spazio Tindaci di Padova.
Tony Gallo espone le sue opere presso la Galleria Vecchiato Arte di Padova.
Biografia:
Tony Gallo nasce a Padova nel 1975. Dopo un passato come musicista, nel 2008 intraprende la strada della pittura, affermandosi come street artist volitivo e originale. Autodidatta, preferisce non seguire schemi compositivi consolidati o visioni predeterminate.
Le sue emozioni, i suoi stati d’animo vengono trasferiti senza filtri nella pittura, trasformando i suoi lavori in autentica arte emozionale. Nelle sue opere Tony Gallo sa coniugare con eleganza la graffiante e decisa gestualità tipica della Street art.
Tony Gallo è un artista completo: basti osservare la studiata lentezza con cui aggredisce – sì, con bombolette che parlano il linguaggio del mordi e fuggi, dell’incursione, dello sfregio estetizzante – ma con la precisione del pittore di studio, con gli occhi socchiusi dell’impressionista en plein air, con l’acribia del perfezionista e perfino con il gusto un po’ barocco del ritocco.
Le sue figure, stilizzate e sentimentali, sono dipinte con un tratto veloce, gestuale e rappresentano una personalità poliedrica, sono il suo alter ego sensibile e determinato. Tony Gallo affronta con la solita armonia gestuale un tema a lui caro, da cui ultimamente si è lasciato catturare: il mondo magico. Traveste quindi le sue figure di nuovi significati più profondi e meno allusivi, amplia il suo universo facendoci conoscere un nuovo alter ego che diventa animale, o si confonde con la natura, o diventa donna e indaga le emozioni femminili, sempre con una poesia che svela un animo sensibile e pacato.

– Svariate mostre personali a Padova
– 2 partecipazioni a NEW GENERATION FESTIVAL di Lonigo
– Mostra personale a PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA Padova
– Partecipazione al Festival RestArt di Imola
– STREET ART FORT FEST #1 – mostra collettiva a Forte Mezzacapo (Ve)
– Svariate esposizioni con MV eventi e Start di Conegliano
– Performer per Liqutex azienda di bombolette e REDBULL
– Galleria di riferimento VECCHIATO ARTE di Padova
– Personale Welcome to my forest da SPAZIO TINDACI
– Prossime mostre: Bassano, Torino, performance per la REDBULL a Bologna; ottobre 2016: mostra a Londra più performance con artista londinese di spicco.

Descrizione dell’artista:
“Nelle mie opere l’essere umano, come in una seconda pelle, ha la possibilità di mimetizzarsi nella natura prendendo le sembianze di un animale o di un albero, mantenendo intatti però i sentimenti, le emozioni, i valori dell’uomo.
Questa ricerca artistica è diventata per me l’addentrarsi in un viaggio magico da cui ho tratto una prima lezione importante, ancorché apparentemente contraddittoria: bisogna oltrepassare sempre la realtà, al contempo guai a fidarsi delle apparenze.
Amo pensare che la mia espressività artistica susciti in chi la osserva reazioni e sentimenti di curiosità, perché nasce dalla necessità profonda di esplorare un mondo fantastico che solo a pochi è dato conoscere, e mi piace credere che attraverso di essa qualcuno possa scorgerlo. I miei soggetti si travestono di colori accesi per essere meglio accettati, ma al contempo non temono il giudizio perché sfoggiano una segreta personalità atta a scavare nelle emozioni delle persone con cui interagiscono.”

“L’Amour Terrible”

START – Palazzo Finco – via Zaccaria Bricito 32, Bassano del Grappa.

14 Maggio – 29 Maggio 2016

Inaugurazione: sabato 14 Maggio ore 18.00

ORARI:
Venerdì: 16.00 / 20.00
Sabato e domenica: 10.00 / 12.30 e 16.00 / 20.00

Sabato 21 maggio – ore 18.00: Conferenza a cura di Massimiliano Sabbion: LA STREET ART E I NUOVI LINGUAGGI.


IL CAFFE' ARTISTICO DI LO

Presentazione de Il caffè artistico di Lo. Un anno ad arte da Giotto a de Chirico

Venerdì scorso, 13 maggio 2016, nella prestigiosa sede di START a Palazzo Finco si è tenuta la presentazione ufficiale del libro Il caffè artistico di Lo. Un anno ad arte da Giotto a de Chirico. Per chi scrive, è stata una grande emozione vedere dopo tanti anni di studi, ricerche e conferenze, concretizzarsi questo lavoro che nasce sì dal blog ma allo stesso tempo è “qualcosa d’altro”. Il web, infatti, pur rappresentando un fondamentale mezzo di comunicazione non potrà mai sostituire le sensazioni regalate da un libro stampato, con i suoi profumi e qualità tattili, né tantomeno la bellezza dei rapporti umani, che sono la base dell’arte stessa, tema del blog.

La presentazione ha visto i preziosi interventi della curatrice di eventi culturali Eleonora Gusi, dell’architetto e docente universitario Patrizio Martinelli (tra i fondatori del Centro Culturale Porta Dieda), della dott.ssa Serenella Zen nonché di Federica Finco. A Federica, persona di grande generosità ed esperienza in ambito pubblico e culturale, voglio esprimere in particolare la mia gratitudine per avermi coinvolto con Mauro nel progetto Start-Bassano e permesso di presentare il libro in un luogo magico come Palazzo Finco.

Un ringraziamento speciale lo voglio dedicare alla scrittrice e poetessa Consuelo Rita Minici, autrice del romanzo Una crisalide in bianco e nero cui devo la bellissima prefazione al mio libro, e al caro amico storico dell’arte Alberto Bordignon. Pur non essendo potuti venire per cause di forza maggiore, erano comunque presenti grazie ai loro contributi che assieme a quello di Eleonora Gusi hanno di certo reso migliore il mio lavoro. Avere al proprio fianco persone come voi è per me un onore e un piacere!

A conclusione voglio ricordare la splendida partecipazione di pubblico, tutti gli amici che hanno voluto condividere con me questo traguardo e Andrea, Diego ed Elena dell’Editrice Artistica Bassano che mi hanno seguito con grande competenza nella realizzazione del libro. Grazie davvero per la vostra amicizia e il vostro sostegno!

Da domani il blog riprenderà normalmente con i consueti approfondimenti e articoli, oltre che con le recensioni di mostre. Il tutto però, con un’energia nuova, tanta voglia di scoprire le bellezze artistiche di ieri come di oggi e l’accresciuta convinzione che «se fatta assieme, questa ricerca [di Bellezza] acquista tutto un altro sapore».

 

ilcaffeartisticodilo.it

 

il-caffè-artistico-di-lo-start


I dipinti nascosti di Aubusson

I DIPINTI NASCOSTI DI AUBUSSON

I DIPINTI NASCOSTI DI AUBUSSON: “Cartons de Tapisserie”
a cura di Aldo Giurietto e Valérie Giurietto Robert.
Una mostra innovativa ed estremamente evocativa, che riscopre l’elegante mondo degli
splendidi dipinti per arazzi provenienti dalla cittadella francese Aubusson. Affacciato sulle
rive del fiume Creuse, il piccolo centro è fin dal XVI secolo prestigiosa sede di produzione
di arazzi. Nel 2009 ne viene riconosciuta l’importanza a livello mondiale con l’iscrizione
UNESCO nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Animaletti saltellanti, “chinoiseries”, scene bucoliche, campestri e mitologiche, e ancora
eleganti bouquet e millefiori, il tutto inserito in una rigogliosa vegetazione: tali sono i
soggetti dei dipinti in mostra, i quali fungevano da cartamodelli pittorici per gli
arazzi. Realizzati su tela o carta, dipinti ad olio o tempera, i dipinti erano la preziosa guida
per l’arazziere, che ne riproduceva poi il disegno in lana o seta.
Le opere in mostra, risalenti alla fine dell’800 e all’inizio del ‘900, provengono dalla
preziosa collezione di AlVy – Arredo Haute Couture.
Aldo Giurietto e Valérie Giurietto Robert, dividono il proprio lavoro e la ricerca storicoartistica
tra Francia e Italia. Negli ultimi anni hanno divulgato la conoscenza di queste
opere in Italia, proponendole come originali elementi d’arredo in ambienti moderni e
classici.
Questa mostra è una testimonianza dell’ingegno e della tenacità di tanti uomini che hanno
fortemente creduto nel loro lavoro artistico.

Locandina Cartons de tapisserie

Inaugurazione il giorno 23 Aprile 2016 alle ore 17,30 con una conferenza di presentazione dei collezionisti.
ORARI
Giovedì dalle 10,00 alle 12,30
Venerdì dalle 16,00 alle 20,00
Sabato e Domenica e Lunedì 25 Aprile :
dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 20,00

Per visitare la mostra in giorni ed orari diversi, contattare il 345 6510310

o scrivere a info@alvy.it


Tableaux Vivants - Manuel Pablo Pace

Tableaux Vivants - Manuel Pablo Pace

Prestigiosa mostra personale dell’artista Manuel Pablo Pace, tra i più quotati ritrattisti in circolazione. Occasione unica per ammirare le sue opere a Bassano, tra le quali le 4 Allegorie dell’Amore recentemente esposte alla Neri Contemporary Art di Belleville a Parigi, una reinterpretazione delle Allegorie di Veronese.
Fino al 16 aprile 2016
Ingresso libero – Free entry

Manuel Pablo Pace di spagnolo ha il nome e l’animo, l’origine morale. Spagna che non è terra natia ma è stata per lungo tempo d’adozione, e che ancora, ciclicamente, lo richiama a sé. L’Italia invece é terra di formazione prima (l’accademia di belle arti veneziana, a seguire gli studi di sociologia), di militanza poi (tra i capofila della storica rassegna bassanese Infart, sulle orme della street art dei “beautiful looser”).
Le opere che compongono la costante ricerca di Pace non sono facilmente inquadrabili, componendosi di una pittura che rifugge dall’iperrealismo alla Hopper, abbraccia i toni vintage dei manifesti pubblicitari anni Cinquanta, nelle forme ancor prima che nelle tinte, e si nutre dell’ampiezza dei segni onirici. I ritratti, fedeli, calano i soggetti in ambientazioni surreali, in un passato imprecisato, componendo scene di genere dal gap temporale spiazzante.
Pace usa la fotografia come punto di partenza nella composizione dei dipinti, o piuttosto attivatore di suggestioni, funzionale a comporre la struttura del lavoro che andrà a sviluppare in seconda battuta (olio, tempera, acrilico, acquerello, matita. Media scelti di volta in volta, in base alle necessità) sovrapponendo differenti tagli, differenti visioni.
Petra Cason

Tableaux Vivants - Manuel Pablo Pace

Scheda evento: https://www.facebook.com/events/991118694289634/

 

http://www.manuelpablopace.com/
https://www.facebook.com/manuelpablo.pace.9?fref=ts
https://www.facebook.com/MANUEL-PABLO-PACE-190915960951871/?ref=br_rs

 

Il Giornale di Vicenza Pablo Pace

 

Cultura e spettacoli Giornale di Vicenza Pablo Pace


Claudio Brunello 44

CLAUDIO BRUNELLO - 44

Il 27 Febbraio alle ore 18,00, nello Spazio START, si inaugurerà la mostra personale antologica dell’artista Claudio Brunello, allestita nelle quattro sale di Start nel Palazzo Finco in Via Z. Bricito, 32 a Bassano del Grappa. Essendo una mostra a carattere antologico il titolo è semplicemente arrivato da se, come gli anni di attività dell’artista.

Una delle caratteristiche che rende unici gli esseri umani, è l’abilità di comunicare concetti, simboli complessi e idee. L’opera di un artista è per antonomasia portatrice prioritaria d’immagini. L’arte di Claudio Brunello, artista torinese di formazione e bassanese di adozione, spesso è contaminata, occupata, condivisa con la parola scritta che oltre al significato semantico assume forma visiva e forza espressiva.

www.brunelloartedesign.com


Marco Chiurato Io sò io

Marco Chiurato - IO SO' IO

MARCO CHIURATO – IO SO’ IO

Diritto di essere, dovere di esistere: sei come sei, resta bambino. IO SO’ IO, performance di Marco Chiurato.

Musiche di MIRKA VALENTE e FRANCESCO DE BIASI.

MARCO CHIURATO, giovane artista e performer di Marostica, con all’attivo collaborazioni importanti con brands e artisti internazionali, racconterà con grande rigore il cuore dell’abominio, della violenza ai bambini in una performance scioccante in cui invita lo spettatore ad interrogarsi sulla facilità con cui, di fronte all’orrore più grande, spesso purtroppo si possa tacere. IO SO’ IO è il titolo della performance-installazione in cui un bambino darà voce ai molti bimbi violati di fronte all’artista che farà le veci dell’aguzzino. “Io sono io e nessuno può rubarmi il futuro” dirà il fanciullo di fronte ad un Chiurato impassibile che lascerà poi al pubblico la visione di quelle parti anatomiche pronte per essere mangiate, se qualcuno avrà il coraggio di farlo.

Sabato 20 febbraio, alle ore 17.15.
START, Via Zaccaria Bricito 32, Bassano.

marcochiurato.com

foto Ioan Pilat

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano)”
(Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry)

START, partenza, inizio…pronti al via! START, è il nome della sede, un luogo nel cuore di Bassano del Grappa, in via Zaccaria Bricito 32, dove si fa arte in modo indipendente, quattro sale al piano terra di un palazzo del 1200 che si riempiono di creatività.
È la summa dell’incontro di idee, confronti e soprattutto espressione creativa di arte e cultura, la sede del palazzo storico in cui i muri respirano la storia dei secoli porta la freschezza di chi ha voluto mettere in mostra le proprie emozionalità con l’inaugurazione di sabato 20 febbraio 2016.
Chi ha recitato poesie, chi ha cantato, chi ha dipinto, chi si è dato in pasto al pubblico con performance di colore e musica, chi ha fatto sentire la propria energia.
Nell’ultima stanza, in fondo al percorso nel cuore del palazzo, un artista in particolare ha messo in scena il suo messaggio rivolto al pubblico: è Marco Chiurato che, con la sua performance IO SO’ IO, ha letteralmente dato in pasto ai presenti la sua personale forma di provocazione, riflessione e simbologia di visione sul tema della violenza minorile.
In un’epoca in cui nascono continue leggi e tutele sui minori, decreti, posizioni politiche e si discute sul senso di famiglia che ora come ora è non solo quella tradizionale ma “nuova famiglia” da quella allargata a quella di fatto ma composta soprattutto di amore, perché dove c’è amore c’è famiglia, proteggere i bambini è diventato un dovere nei confronti di un’infanzia sempre più violata e violentata.
Dove sono i bambini che hanno diritto a giocare e vivere sereni? Dove sono finite le mani adulte che dovrebbero accarezzare e proteggere e invece entrano con prepotenza nell’animo di un cucciolo indifeso? Gli adulti sono pronti a commuoversi e rivedere gli sbagli commessi ma perché poi ci ricascano ancora? Un affresco contemporaneo che è restituito da reportage di fotografi quali Robert Capa o Nick Ut, autore della foto della bambina colpita dal napalm in Vietnam, fino alla recente foto simbolo scattata dalla fotografa Nilufer Demir che immortala il piccolo siriano, Aylan, morto durante la traversata in mare per scappare dalla guerra in Siria.
Casi di cronaca in cui i bambini vengono alla ribalta nei modi più tristi e fastidiosi, si, fastidiosi, perché non si vorrebbe mai sentire parlare di un’infanzia che non può essere goduta e provoca nell’adulto il senso di impotenza e sofferenza per non aver dato a quello stesso bambino la gioia di crescere e preoccuparsi solo di quale giocattolo usare per scatenare la sua fantasia o piangere per una caduta che presto è dimenticata a favore di un pensiero rivolto ad un’altra faccenda colorata.
Troppe regole oggi per i bambini, troppe avvisaglie sul “nemico” adulto, troppe paure: una foto su un social network potrebbe finire nelle mani di un pedofilo, controllare e sapere dove vanno, e con chi sono i bambini o far uscire da solo un minorenne è impensabile in questo mondo contemporaneo che sembra sempre più contaminato e fagocitato dalle proprie angosce.
Eppure chi è adulto, oggi ricorda ancora quando gli adulti erano considerati “i grandi” e i bambini “i piccoli”: i grandi stavano a casa, al lavoro o al bar , i piccoli giocavano all’aperto e bevevano l’acqua dal rubinetto del giardino fino a che non avevano più sete, giravano in bici fino a tardi con una carta da gioco attaccata ai raggi con una molletta da bucato per far rumore, giocavano a pallone con gli altri bambini in mezzo alla strada, litigavano e poi ritornavo amici, si sbucciavano o rompevano qualcosa e poi a casa la colpa era solo loro senza giri di denuncie e avvocati, non era difficile essere bambini, era complicato diventare adulti poi, forse.
Bambini violati ci sono stati, oggi come ieri, e la performance di Marco Chiurato mette in atto un pensiero, in modo silenzioso, per ricordare all’adulto che è stato bambino, per porre l’accento al bambino che deve essere bambino, per evocare nei “grandi” che anche loro sono stati “piccoli” e forse qualcuno non è mai cresciuto perché restare bambino è bello: puoi giocare, litigare e tornare amico, correre in bici e giocare a pallone, bere dal rubinetto del giardino ed essere felice con le tue piccole cose. Perché? Perché un bambino ha fantasia mai sopita e vuole scoprire e non si ferma mai e dopo un’avventura è pronto a farne un’altra e si ricomincia: “facciamo finta che io ero…” già, io ero, io sono, anzi IO SO’ IO, sono il bambino che ha diritto di avere e dovere di essere, IO SO’ IO, lo sono in quanto bambino mai cresciuto, in quanto adulto consapevole, in quanto bambino curioso che deve crescere e affacciarsi al mondo ma non voglio la paura, la violenza, le urla, la guerra in qualsiasi forma, non voglio che mi si sporchi la faccia di lacrime e terrore per colpa tua signor adulto, amami ma non profanarmi, proteggimi ma non attaccarmi, ricordalo IO SO’ IO, ma lo sei stato anche tu, sei il tuo futuro.
Nessun adulto può inscenare l’infanzia meglio di un bambino, ecco perché la cura della mostra è stata affidata ad Anna Fumian e Mattia Spigarolo, due bambini scelti dall’artista con il consenso dei genitori. Mattia è l’autore del disegno che è il logo della performance, un bambino dalle mani grandi che si chiude gli occhi: io non vedo il mondo e il mondo non vede me, io mi proteggo.
Anna ha presentato con le parole lo spazio dietro di lei dove altri bambini hanno atteso composti seduti in banchi da scuola l’arrivo degli adulti che sono arrivati a rompere il loro equilibrio: un adulto a scuola? I grandi nella mia classe? È strano… loro sono stati bambini e non rivedono i bianchi della scuola da anni, io proietto loro nel passato ma li faccio guardare al futuro ma IO SO’ IO.
“Fermati a guardare un campo incolto, fermati e riconosci i mille fiori della nostra infanzia. Fiori di campo questo siamo. Siamo alti bassi, grassi magri, rossi bianchi neri o gialli, abbiamo fantasia da regalare persino agli artisti, non abbiamo paura, non conosciamo la paura, siamo dei combattenti nati. Abbiamo in noi una forza e una fiducia verso il prossimo che l’adulto spesso perde per strada. Cadiamo e ci rialziamo.
Non badiamo alle ginocchia incrostate, non notiamo il vestito sporco, non ci viene in mente di mangiare perché abbiamo troppo da fare. e quel da fare si chiama giocare.
E quel giocare è dare voce alla nostra fantasia. Un giorno siamo dei cavalieri temerari, un altro i clown di un circo, un altro ancora gli animali di una foresta e perché no anche delle principesse altezzose in attesa del principe azzurro.
Noi siamo noi. Siamo quello che un tempo eravate voi.
Marco invece è uno di noi, con le sue provocazioni e la sua sensibilità da voce a quanti di noi sono stati maltrattati, da voce a quell’infanzia rapita che voi avete sulla coscienza.
Guardatemi Io So Io e nessuno ha il diritto di rubare i miei sogni, il mio futuro.”

L’artista Marco Chiurato ha dato poi il benvenuto al pubblico, lo ha fatto di spalle, senza guardare gli adulti, si è rivolto invece ai bambini, bambino lui stesso, lo ha fatto perché ha introdotto gli adulti verso lo spettacolo dei innocenti in un’”isola che non c’è” dove i bambini non crescono e gli adulti non ci possono più tornare.
Ecco la rappresentazione dell’infanzia, eccoli seduti i protagonisti, fermi davanti ad un banco di scuola apparecchiato con forchetta e coltello e davanti loro è poggiata una spumiglia bianca che rappresenta un culetto, perché? Perché proprio questa particolare forma anatomica? Perché il sederino è croce e delizia per gli adulti, uno schiaffo sul didietro è inferto quando si rompono le regole o non si obbedisce, allora arriva dall’adulto verso il bambino come segno di punizione; al contrario, mordere di baci e affondare delicatamente i denti quando il bambino è piccolo in segno d’affetto all’adulto piace perché forse ricorda qualcosa di puro e incontaminato, ricorda che non esiste ancora il senso della vergogna e del pudore. E ora? Ora quel culetto è sui banchi di scuola e i bambini offrono la loro innocenza al pubblico, lo torturano con coltello e forchetta, lo mangiano, lo offrono in pasto alla platea in una sorta di dolce comunione da condividere fra tutti, senza vergogna, senza paura, senza violenza.
Gli adulti si riconosco, accettano o rifiutano questo gesto, questa infanzia passata e presente, alcuni si commuovono, altri scappano, molti osservano e guardano, non sarà che “loro” seduti sono in realtà “io” che mi rivedo e guardo? Se il bambino sul banco di scuola mi dice che IO SO’ IO allora IO chi sono?
I bambini sono tutti diversi in questa esibizione, ognuno pensa e agisce come meglio crede, timidi e silenziosi all’inizio con una musica di sottofondo composta da Francesco de Biasi e Mirka Valente che sembra stridere tra urla e pianti perché l’apparenza non è la realtà.
Ogni bambino poi agisce davanti al pasto e invita i visitatori: qualcuno composto usa le posate, altri aggrediscono con le mani questo simulacro del corpo creato, altri mettono il dito in bocca e poi lo intingono e spaccano la forma, altri ne fanno mille pezzettini.
Sono tutti differenti i bambini in queste azioni, da adulti si tende poi ad essere tutti uguali ed omologati, come nelle opere fredde e ieratiche, specchio di questa epoca, di Vanessa Beecroft dove tutte le persone sono immobili ed uguali, catalogate tra gli spazi in cui convivono: bisogna avere la casa, un lavoro, una reputazione, essere di moda come ci ricorda un testo rap contemporaneo
“Non ci fermiamo alle precedenze
Ma ci fermiamo alle apparenze
Abbiamo più punti interrogativi che punti di riferimento
Guardiamo tutti le stesse cose
Indossiamo gli stessi vestiti
Mettiamo le stesse scarpe
Siamo specchi che non riflettono
Prigionieri del presente in un paese senza futuro
O reagiamo o ci troviamo a cucire l’orlo del baratro
E a quel punto i rimorsi faranno più male dei morsi”

(Generazione Boh – Fedez)
…e in mezzo a tutto ciò? Il silenzio assordante degli adulti.
I bambini sono bambini e dopo un poco giocano, sono stanchi di stare zitti e seduti, vogliono muoversi, agire e scatenarsi e provocano così le paure degli adulti e si ribellano, creano un macello all’interno della stanza, “spaccano il culo agli adulti”, lo fanno letteralmente usando le mani, le posate e dilaniano il simulacro di zucchero che hanno davanti, lo gettano via, lo disseminano lungo la stanza, ridono, giocano, calpestano e urlano coprendo la musica di fondo perché le loro risate chiudono la violenza e l’abuso minorile e come monito ricordano agli adulti che IO SO’ IO e LORO SO’ LORO ma insieme, SIAMO.
IO SO’ IO – i curatori Anna Fumian e Marria Spigarolo con l’artista Marco Chiurato
scritto da Massimiliano Sabbion